Fatturazione elettronica: novità dal 1 luglio 2019

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Fatturazione elettronica: novità dal 1 luglio 2019

Dal 1 luglio 2019 è terminato il periodo di transizione per la fatturazione elettronica diventando a tutti gli effetti obbligatoria e soggetta a sanzioni.

Quali sono gli aggiornamenti riguardo la fatturazione elettronica di prestazioni sanitarie?  A fornire ulteriori chiarimenti in materia, la circolare 14E dell’Agenzia delle Entrate del 17 giugno scorso.

Fatturazione elettronica sanitaria: ribadiamo chi deve emetterla

Come specificato “l’articolo 10-bis del d.l. n. 119 del 2018, come da ultimo modificato, dispone il divieto, per l’anno 2019, di emissione di fatture elettroniche, da parte degli operatori sanitari, con riferimento alle prestazioni – erogate nei confronti delle persone fisichei cui dati sono inviati al Sistema TS ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.”

Ciò significa che tutti coloro che emettono prestazioni sanitarie a persone fisiche e sono tenuti all’invio dei dati al Sistema di Tessera Sanitaria non devono emettere fattura elettronica. Bensì sono obbligati ad emettere fattura in formato cartaceo o digitale senza utilizzare lo SdI come canale di invio.

Esistono però alcuni casi eccezionali quali:

  • Fatturazione di prestazioni sanitarie e prestazioni di altra natura in un unico documento:  a) in caso di non distinzione della quota tra le due, trasmettere al Sistema TS con la tipologia “altre spese” (codice AA); b)  in caso di distinzione tra la quota di spesa sanitaria da quella non sanitaria, entrambe le spese vanno comunicate distintamente al Sistema TS. La spesa sanitaria va inviata e classificata con il codice attribuito e quella non sanitaria  con la tipologia “altre spese” (codice AA).
  • Fatturazione separata delle prestazioni sanitarie e delle prestazioni di altra natura:
    La stessa struttura o operatore che fattura separatamente le prestazioni sanitarie da quelle non sanitarie è tenuto a fatturare comunque le prestazioni non sanitarie elettronicamente solo se non contengono alcun elemento da cui sia possibile desumere informazioni relative allo stato di salute del paziente.
  • Prestazioni sanitarie rese nei confronti delle persone fisiche in relazione alle quali l’interessato ha manifestato l’opposizione all’utilizzo dei dati ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata:
    sono escluse dalla fatturazione elettronica le prestazioni nei confronti di persone fisiche che hanno espresso il rifiuto all’invio dei dati delle suddette al Sistema TS.
  • Prestazioni sanitarie rese nei confronti delle persone fisiche i cui dati non sono da inviare al Sistema tessera sanitaria: non tutti i soggetti che erogano prestazioni sanitarie nei confronti delle persone fisiche risultano tenuti all’invio dei dati al Sistema TS ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata (sono esclusi da tale obbligo, a titolo esemplificativo, podologi, fisioterapisti, logopedisti)”.  In questo caso devono fatturare elettronicamente.

Novità fatturazione elettronica dal 1 luglio 2019

Tra le novità si indicano quelle rivolte all’emissione delle fatture con “l’articolo 11 del d.l. n. 119 del 2018, modificando l’articolo 21 del decreto IVA, ha previsto, con effetto dal 1° luglio 2019 – dunque per le fatture emesse da tale 15 giorno – che: a) tra le indicazioni che il documento deve recare figuri anche la «data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempre che tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura» (cfr. il nuovo comma 2, lettera g-bis); b) la possibilità di emettere la fattura «entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione determinata ai sensi dell’articolo 6» (così il nuovo comma 4, primo periodo)”. 

Quindi non più un invio entro le 24 del giorno di emissione, ma entro i 10 giorni successivi alla creazione della fattura. Anche se il decreto crescita (Dl 34/2019) convertito giovedì 27 giugno dal Parlamento in legge prevede l’allungamento di tale termine a 12 giorni.

La facoltà in esame riguarda tutte le fatture, ivi comprese quelle elettroniche veicolate tramite SdI”.

Ciò significa che, anche se l’operatore decidesse di “emettere” la fattura elettronica via SdI non entro le ore 24 del giorno dell’operazione (caso tipico della fattura immediata) bensì in uno dei successivi 10 giorni previsti dal novellato articolo 21, comma 4, primo periodo, del decreto IVA, la data del documento dovrà sempre essere valorizzata con la data dell’operazione e i 10 giorni citati potranno essere sfruttati per la trasmissione del file della fattura elettronica al Sistema di Interscambio.

Quindi, in caso di cessione effettuata in data odierna la fattura elettronica può essere emessa (generata ed inviata allo SdI) sia lo stesso giorno (facendo coincidere la data dell’operazione con quella di emissione) sia generata il giorno dell’operazione e trasmessa allo SdI entro i 12 giorni successivi (data di emissione).

Per le fatture differite, invece la modifica non interessa i tempi di emissione, che si conferma essere la trasmissione in unico documento con il dettaglio delle operazioni entro il 15° giorno del mese successivo alla data della prestazione, ma la data della fattura. Quindi, anche per le fatture differite è obbligatorio l’inserimento della data della prestazione che sarà diverso dalla data di emissione (invio al SdI).

Si ricorda che in caso di fattura elettronica l’emissione avviene nel momento in cui il file in xml è inviato allo SdI e si riceve una ricevuta di consegna (RC) o una ricevuta di impossibilità di recapito (MC).

Inoltre, che tutte queste indicazioni sono dunque vere per tutti i documenti emessi dal 1° luglio 2019, anche se considerano operazioni effettuate in precedenza.

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Fatturazione elettronica quali sono le sanzioni?

Le sanzioni nei confronti dei soggetti che emettono fattura elettronica sono disciplinate dall’articolo 10, comma 1, del d.l. n. 119, modificando l’articolo 1, comma 6, del d.lgs. n. 127 del 2015

Rendendo nota che per il primo semestre del periodo d’imposta 2019, le sanzioni individuate nello stesso articolo 1, comma 6

a) non trovano applicazione qualora la fattura elettronica sia regolarmente emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA relativa all’operazione documentata;

b) sono ridotte al 20 per cento, se la fattura elettronica è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo. Inoltre, per i soli contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell’imposta con cadenza mensile, e si applicano fino al 30 settembre 2019.

Ricapitolando, se la fattura elettronica è regolarmente emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA relativa all’operazione documentata le sanzioni non trovano applicazione (fino al 30 giugno 2019). Invece se la fattura elettronica è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo sono ridotte al 20 per cento (30 settembre 2019).

Fatturazione elettronica tra struttura sanitaria / medico e altra azienda o assicurazione

Se la struttura sanitaria o il medico deve emettere fattura ad altra azienda o compagnia assicurativa dovrà utilizzare lo Sdi, ma senza indicare nella descrizione della fattura alcun riferimento ai dati personali del paziente trattato.
Il delicato tema della fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie prevede che in accordo con il Garante della Privacy, nel corpo della fattura non devono comparire codice fiscale, nome, cognome del soggetto trattato, poiché l’art. 21, c. 2, lett. g) del D.P.R. 633/72 impone di evidenziare “natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione”, non i dati personali del soggetto. L’Agenzia suggerisce alcune pratiche per supplire alla mancanza di dati specifici, come per esempio: “indicare il numero della polizza o della pratica oppure sigle concordate.”

In questa maniera la struttura sanitaria o il medico sarà conforme alle disposizioni normative e tutelerà i diritti del paziente in materia di privacy.


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By | 2019-08-09T14:37:42+01:00 02/07/2019|Blog, Sanità Digitale|