Emissione fattura a paziente estero? Come fatturare

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Fatturazione elettronica per medici

Con l’introduzione della fatturazione elettronica e l’abolizione dello Spesometro ed Estereometro sono cambiate le procedure per la comunicazione iva in caso di fatture transfrontaliere (le fatture fuori Italia).

L’emissione fattura a clienti esteri deve essere emessa in formato elettronico e successivamente in caso di prestazioni non sanitarie e non verso persone fisiche deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate mediante lo SDI (Sistema di Interscambio).

La procedura, da quando è stata introdotta la fatturazione elettronica, ha subito diverse modifiche, infatti dopo lo Spesometro era stato introdotto l’Esterometro, anche esso abolito dal 2022.  

L’ Esterometro infatti era lo strumento dell’Agenzia delle Entrate che aveva introdotto per tutti coloro i quali effettuavano operazioni passive o attive verso soggetti esteri, che siano essi comunitari o extracomunitari.

La procedura ad oggi quindi sembrerebbe non avere che un’unica soluzione: la fattura elettronica. Come velocizzare gli adempimenti? Molti trovano più rapido utilizzare un software gestionale medico per emetere la fatture elettroniche, ma anche sanitarie.

Perchè per la prestazione sanitaria verso paziente estero ovvero persona fisica residente all’estero sarà comunque sufficiente emettere una fattura sanitaria digitale (non elettronica) senza invio nè a SDI, nè a Sistema TS.

Aggiornamento 2023: prestazione sanitaria verso paziente estero

Dal 1° luglio 2022, con l’abolizione dell’Esterometro, i dati relativi alla prestazione di beni e servizi per soggetti esteri devono obbligatoriamente essere inviati attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate se si tratta di prestazioni non sanitarie. La comunicazione telematica sarà quindi per ogni singola operazione transfrontaliera, e deve avvenire entro 12 giorni dall’emissione della cessione o prestazione come una classica fattura elettronica.

Aggiornamento 2025: fatturazione verso pazienti esteri

Prorogato fino al 31 dicembre 2025 il divieto di emissione di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie. La proroga, introdotta dal decreto Milleproroghe, conferma la finalità di tutela della privacy del paziente, evitando la diffusione di dati sensibili contenuti nelle fatture sanitarie.
Pertanto, le prestazioni sanitarie verso paziente estero (persona fisica residente all’estero) continuano a richiedere l’emissione di una fattura in formato analogico o digitale, senza l’utilizzo del Sistema di Interscambio (SDI). Diversamente, per operazioni non sanitarie o rese a soggetti IVA esteri, resta l’obbligo di fatturazione elettronica via SDI secondo le regole delle operazioni transfrontaliere.

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Fattura elettronica cliente estero oppure no?

Questa è una delle domande che più ci hanno posto i nostri clienti a riguardo. Ovviamente oltre a indicare ciò che viene specificato dall’Agenzia dell’Entrate in merito, non ci è possibile dare ulteriori informazioni, le quali andrebbero fornite analizzando caso per caso. Consigliamo, quindi, di fare riferimento al proprio commercialista. 

In questo articolo suggeriamo come comportarsi in caso si abbia scelto di emettere fattura elettronica anche per i soggetti esteri.

Come discriminante nella scelta deve comunque essere tenuto conto del possesso o meno del codice fiscale o p.iva e della tipologia di prestazione sanitaria o meno.

Quindi: 

Caso 1 Paziente con codice fiscale italiano, nato in Italia, residente all’estero: emissione fattura digitale / elettronica in base alla tipologia di prestazione. Digitale se prestazione sanitaria, elettronica se prestazione non sanitaria.

Caso 2 Paziente con codice fiscale italiano, nato all’estero, residente in Italia: emissione fattura digitale / elettronica in base alla tipologia di prestazione. Digitale se prestazione sanitaria, elettronica se prestazione non sanitaria.

Caso 3 Paziente senza codice fiscale italiano, nato all’estero, residente estero: emissione fattura digitale / elettronica in base alla tipologia di prestazione. Digitale se prestazione sanitaria, elettronica se prestazione non sanitaria.

Per cui emettere fatturazione elettronica è possibile in ambito sanitario?

La risposta sembrerebbe essere sì, in caso di prestazione non sanitaria o destinatorio aziendale, ovvero con p.iva o riferimento fiscale.

Ma fino ad ora non è stato chiarito come impostare la fattura elettronica in questo caso specifico, perchè, essendo uno strumento italiano, è stata concepito per gestire dati strutturati secondo la nostra legislazione, vedi Codice Fiscale e P.Iva. 

Abbiamo fatto alcune ricerche tramite commercialisti, Agenzia dell’Entrate e Siti web autorevoli come quello di AssoSoftware. Di seguito il sunto della ricerca.

Come inviare fattura elettronica quando non si conosce il codice fiscale

Per ovviare alcune tipologie di errori riguardo il Codice Fiscale o la P. Iva Estera suggeriamo come poter compilare correttamente la fattura elettronica con ArzaMed in caso di paziente/cliente estero.

Come sottolineato da Assosoftware, nella sezione dedicata al Codice Fiscale non è possibile inserire qualsivoglia codice che non sia strutturato come quello italiano, quindi non deve essere compilato. Al suo posto deve essere compilato il campo P.IVA inserendo un valore di default o codice convenzionale (IdCodice), ad esempio 11 X. 

Inoltre, in caso di paese estero il campo del CAP deve essere compilato con 5 zeri e deve essere inserita la nazione di residenza (IdPaese).
Ricordiamo inoltre che nello spazio del Codice Destinatario si devono indicare 7 X in caso di aziende, 7 0 in caso di persona fisica. 

Di seguito riportiamo due esempi:

Esempio 1
Paziente: Mario Rossi P.IVA: XXXXXXXXXXX (inserire 11 X) Indirizzo: Via Rossi, 14 Località: Lugano Comune: Estero CAP: 00000 Nazione: Svizzera Codice Destinatario: 0000000

Esempio 2 
Azienda: MEDICINA SRL P.IVA: XXXXXXXXXXX (inserire 11 X) Indirizzo: Via Rossi, 14 Località: Lugano Comune: Estero CAP: 00000 Nazione: Svizzera Codice Destinatario: XXXXXXX     

Una specifica riguardo l’indicazione dell’IVA per le prestazioni che la detengono, nella fattura verso un cliente estero:

    • dovrà essere indicata la dicitura “inversione contabile” se il cliente risiede fiscalmente all’estero, all’interno dell’Unione Europea;

    • dovrà invece essere indicata la dicitura “operazione non soggetta” se il cliente risiede al di fuori dell’Unione Europea.

Come devono essere conservate le fatture vs pazienti esteri?

Le fatture elettroniche e quelle cartacee devono essere conservate per 10 anni, sia da chi le emette che da chi le riceve. L’utilizzo di un software gestionale medico agevola questa attività perchè permette di non doverlo fare in modalità cartacea.

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